zanzare: catastrofe eco-energetica
Zanzare: catastrofe
eco-energetica. Metodi ecologici per combatterle
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(e scopri altri modi per risparmiare energia!)
Risanamento Energetico ha reputato di doversi
occupare di questa tematica, con particolare riferimento alla nuova e
fastidiosa presenza della zanzara tigre, non solo per le tonnellate di
insetticidi, e altre sostanze, immessi nell'ambiente ogni anno, ma
anche per il suo impatto energetico. Uno dei danni maggiori di questo
flagello di insetto, è il suo impatto sulle abitudini di vita delle
persone: è
infatti sempre più spesso impossibile godersi un poco di fresco
all'aperto, e bambini ed anziani, sono spesso impossibilitati a
frequentare spazi verdi e aperti. Ci si chiude spesso al coperto,
facendo un uso maggiore del condizionamento, anche di notte, quando si
mantengono le finestre chiuse. In una casa ben isolata, basterebbe
poter spalancare le finestre la notte e chiuderle di giorno per avere
una
casa fresca tutta la giornata, minimizzando o addirittura azzerando,
l'uso del climatizzatore.
Diverse
specie di zanzara
E'
fondamentale fare un distinguo, perché le zanzare non sono tutte
uguali: nei primi anni '90, è apparsa in
Italia la "zanzara tigre" (Aedes Albopictus), affiancandosi alla
"zanzara comune" (Culex Pipiens) e ad altre specie nostrane. Da allora
la
zanzara tigre ha iniziato la colonizzazione della nostra penisola.
Alcune regioni ne sono ancora indenni. Si tratta di una zanzara estremamente
aggressiva ed è ai primi posti nella classifica fra gli organismi più
invasivi al mondo. Il distinguo è stato necessario perchè
si tratta di 2 organismi ben diversi.
Tra le differenze,
la più evidente è che la zanzara tigre è attiva solo
di giorno (mattino e pomeriggio), mentre la nostrana solo la sera ne la
notte.
Questo è uno dei motivi per i quali, nelle zone già colonizzate, spesso
gli spazi verdi sono quasi invivibili. L'attacco
della zanzara tigre è repentino, l'insetto si lancia letteralmente
contro la
vittima, privilegiando le zone basse, ad esempio le caviglie. A
differenza del lento volo della zanzara nostrana, il volo della zanzara
tigre è veloce ed imprevedibile, è difficilissimo intercettarla. La zanzara tigre può
essere vettore di diverse malattie infettive anche gravi (ad esempio il
Dengue),
anche se in Italia, al momento, non sembra costituire pericolo.
La
lotta
Ci sono
diversi modi per combattere questo parassita. Alcuni sono
estremamente semplici ed economici. In questo caso, l'ignoranza è la
prima responsabile del proliferare incontrollato di questo insetto.
Anche qui, c'è poco da sapere, ma c'è molto che si può fare. La lotta
del
singolo dà risulati spesso anche ottimi, almeno quanto basta per
potersi finalmente riappropriare dei propri spazi. La
zanzara tigre è un insetto stanziale, percorre, nella sua vita poche
decine di metri, al massimo 150-200 mt, e una volta bonificati i propri
spazi è facile avere una piccola zona "franca".
Per
vincere, invece, occorre che la sensibilizzazione sia generale.
Risanamento
Energetico vi propone un piano di attacco fuori dal coro, con tecniche
innovative ed integrate.
Zanzara Tigre (Aedes Albopictus)
Prima di
elencare quello che si può
fare, è necessario saperne un po' di più su questo insetto.
Le zanzare sono insetti che si cibano di vegetali, suggendone la linfa.
Passano la loro vita tra la vegetazione, e hanno bisogno di fresco e
umidità, perché il caldo le ucciderebbe.
Dopo l'accoppiamento, però, la femmina ha bisogno di sangue per portare
a maturazione le uova. E' per questo che essa va a cercare un
"donatore" (preferisce i mammiferi, ma se necessario punge anche gli
uccelli). Una volta fatto il pasto di sangua, la zanzara va in
cerca di acqua, assolutamente necessaria per la vita e lo sviluppo
delle larve, dove depone tra le 40 e le 80 uova. Questo avviene ogni 3
o 5 giorni, nei periodi più favorevoli. Una zanzara
vive mediamente un mese e, in questo periodo, depone
mediamente 500 uova. La zanzara tigre, a differenza della comune,
per deporre le uova predilige piccolissimi ristagni d'acqua (nei luoghi
di origine sono
piccole cavità in alberi, nella roccia, etc.), ristagni cioè che non
possono ospitare i suoi predatori naturali, e questo ha facilitato
ancora di più la sua diffusione non solo nelle zone di origine, ma
anche nei nostri luoghi.
Le uova vengono deposte sul pelo dell'acqua o appena sopra. Da queste
nascono piccole larve, che tra i 6 e i 15 giorni dopo, attraverso 4
diversi stadi di sviluppo, danno vita ad un nuovo insetto, il quale
sarà
pronto ad accoppiarsi a sua volta già 2 giorni dopo. In condizioni
favorevoli, una sola zanzara può essere l'origine di milioni di altri
insetti in una sola stagione (provate a fare il conto da voi, è
impressionante!).

Larve di zanzara
Partendo dalla biologia di questo
insetto, è possibile allora studiare una strategia mirata, che non
prevede solo
la lotta agli adulti con insetticidi, ma una lotta, ben
più efficace, a tutti i livelli.
Come si vedrà
conviene privilegiare la prevenzione, ed è molto
importante, in questo caso, la cooperazione dei vicini. Coinvolgeteli!
Risanamento
Energetico promuove la prevenzione ben fatta: più
efficace, decisamente meno costosa, e molto meno dannosa per ambiente e
salute. Da sola
costituisce almeno un 80% dei risultati: a che serve uccidere solo gli
adulti quando c'è nelle vicinanze un focolaio riproduttivo
che sforna una moltitudine di zanzare ogni giorno?
Nello
specchio qui sotto una descrizione delle varie metodologie.
Semplici ma efficaci!
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LOTTA
ALLE ZANZARE: FASI POSSIBILI (vedere in seguito per i dettagli)
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1 - AMBIENTE OSTILE
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L'ambiente deve essere ostile non solo
per
quei pochi adulti che capitano a tiro, ma per tutti. La prima cosa da
fare è "terra bruciata" per i luoghi riproduttivi:
Eliminare i ristagni
d'acqua, anche quelli più piccoli.
Nei sottovasi è possibile,
invece, mettere della sabbia, che impedisce l'insediamento delle larve
e conserva l'acqua.
Negli spazi di acqua più
ampi, in alternativa o in aggiunta al larvicida, è possibile mettere
dei pesci rossi
o delle gambusie.
Spazi esterni puliti ed
ordinati, erba tenuta corta e vegetazione
curata riducono l'ospitalità dei luoghi, ma il
fattore primario resta l'acqua... (segue sotto)
|
2- LOTTA ALLE UOVA
|
Un
sistema semplicissimo e a costo zero, è l'intercettare la deposizione
delle uova per poi distruggerle. Soprattutto se non ci sono altri
ristagni, questa strategia intercetta gran parte delle deposizioni. E'
specifica per la zanzara tigre. E' diretta all’inizio della catena
riproduttiva, e può essere molto più efficace della lotta agli adulti.
Andrebbe cominciata ad inizio
stagione. Servono solo dei piccoli recipienti da riempire per 3/4 di
acqua e poi porre in terra,
svuotandoli IN TERRA AL MASSIMO ogni 5 giorni.
La zanzara viene attratta dall’acqua
stagnante e, giunta sulla trappola, deposita le uova.
Svuotando il recipiente in terra, all’asciutto, le larve della zanzara
muoiono... (segue sotto)
Cliccare qui per il file pdf dettagliato: Ovitrappola
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3- LOTTA ALLE LARVE |
Nei
luoghi dove non è possibile prosciugare l'acqua almeno ogni 5 giorni, è
possibile intervenire con successo distruggendo le larve ivi presenti.
Questo è il trattamento necessario per i tombini, caditoie, etc.
E' un trattamento semplice ed efficacissimo. Se non ci sono altri
ristagni
d'acqua non bonificati,
nelle vicinanze, il risultato è
eccellente!
Il trattamento è possibile con larvicidi, ma anche con metodi
"casalinghi".
Il rimedio del rame nei
sottovasi è quasi inutile... (segue sotto)
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4- LOTTA AGLI ADULTI
|
Risanamento
Energetico promuove prima di tutto la prevenzione ben fatta: più
efficace, meno costosa, meno dannosa per ambiente e salute.
La lotta agli adulti può
essere di tipo passivo od attivo.
-In quello passivo possiamo
considerare i repellenti e le
zanzariere. Risanamento Energetico consiglia l'uso delle zanzariere:
efficaci, ecologiche, ed inoltre rendono possibile la ventilazione
nottuna con casa fresca a costo zero.
-Quello attivo prevede
l'eliminazione fisica del parassita. Oltre
agli insetticidi, esistono delle trappole che attirano gli insetti in
vari modi, come luci, sostanze odorose, emissioni di anidride carbonica
e vapore acqueo, etc. (segue sotto)
|
Ambiente ostile
L'ambiente deve essere ostile non solo
per
quei pochi adulti che capitano a tiro, ma per tutti. La prima cosa da
fare è "terra bruciata" per i luoghi riproduttivi. Eliminare i ristagni
d'acqua, anche quelli più piccoli: anche un piccolo barattolo con 2
dita è un focolaio formidabile. Poi: sottovasi, secchi, bottiglie, teli
di nylon... Tutto ciò che può contenere acqua deve essere gestito in
maniera adeguata. Se non è evitabile il ristagno, svuotarlo almeno ogni
5 giorni (o
vedere sotto "Lotta alle larve").
Nei sottovasi è possibile,
invece, mettere della sabbia, che impedisce l'insediamento delle larve.
La quantità di acqua che verrà contenuta dal sottovaso sarà di meno,
circa la metà, ma in compenso manterrà le radici al giusto grado di
umidità molto più a lungo, visto che la sabbia impedirà all'acqua di
evaporare (la sabbia si può acquistare a basso costo nelle rivendite di
materiali edili). Si potrà anche lasciare qualche millimetro di acqua
sopra la
sabbia, le zanzare vi deporranno le uova, ma quando l'acqua scenderà
sotto il livello della sabbia, le larve comunque morranno.
Nei chiusini si possono mettere anche delle zanzariere a perfetta
tenuta, che impediranno la deposizione delle uova. Unico inconveniente
è che occorrerà tenerle pulite nel caso servano per le acque piovane.
Negli spazi di acqua più
ampi, in alternativa o in aggiunta al
larvicida, si possono mettere
invece dei pesci: vanno bene i
pesci rossi ma sono migliori le piccole gambusie, questi pesci sono gli
efficenti
predatori
naturali delle larve di zanzara.
Spazi esterni puliti ed
ordinati, erba tenuta corta e vegetazione
curata riducono l'ospitalità dei luoghi, ma il
fattore primario resta l'acqua!
Lotta
alle uova
Un
sistema semplicissimo e a costo zero, è l'intercettare la deposizione
delle uova per poi distruggerle. Soprattutto se non ci sono altri
ristagni, questa strategia intercetta gran parte delle deposizioni. E'
specifica per la zanzara tigre e si pratica con la "ovitrappola", detta
anche ovotrappola o trappola da ovo deposizione. E' diretta all’inizio
della
catena
riproduttiva, e può essere molto più efficace della lotta agli adulti
(che è tossica, costosa e dagli esiti limitati nel tempo). Occorrono 1
o 2 mesi per vedere i primi risultati, e, per la massima efficacia,
andrebbe cominciata ad inizio
stagione, non appena la
temperatura sale sopra i 15°C (generalmente febbraio/marzo).
Necessario: servono solo dei piccoli recipienti, possibilmente neri (o
dipinti in nero).
Funzionamento: Si mette il recipiente a terra riempito per 3/4 di acqua
semplice e lo si lascia li. Poi lo si svuota IN TERRA (non nei
tombini!) AL MASSIMO ogni 5 giorni (per semplicità diciamo 2 volte a
settimana),
altrimenti il ciclo riproduttivo continua e potrebbero nascere le
zanzare! Si aumenta l’efficacia mettendo nell’acqua un pizzico di erba
tagliata o di foglie stropicciate (decomponendosi producono batteri che
sono il cibo per le larve, e la zanzara istintivamente preferisce un
acqua che contenga cibo per le larve).
La zanzara viene attratta dal colore scuro, e dall’acqua
stagnante. Giunta sulla trappola, essa deposita le uova.
Svuotando il recipiente in terra, all’asciutto, o innaffiandoci le
piante, le larve della zanzara
muoiono prima di aver completato il ciclo e non generano altri insetti.
Le trappole andrebbero preferibilmente poste in prossimità di zone
ricche di vegetazione, all'ombra.
Altre versioni di ovitrappola prevedono l'impiego di retine che
permettono la caduta delle uova, ma impediscono la risalita delle
larve. Il vantaggio è solo nel fatto che possono essere lasciate
incontrollate, in quanto le zanzare nate non potranno comunque uscire.
La terza
nella foto qui di seguito, è stata autocostruita con una bottiglia
tagliata in due e
riassemblata con nastro adesivo a testa in giu. Nel collo è stato
fissato del tulle, grande per le uova ma troppo piccolo per le larve
che concluderanno lo sviluppo intrappolate nella bottiglia.
Cliccare qui per il file
pdf
dettagliato: Ovitrappola
Tipi
di ovitrappola. Da sinistra a destra 4 autocostruite (notare la prima)
ed una commerciale (la quinta).
Lotta alle larve
Nei
luoghi dove non è possibile prosciugare l'acqua almeno ogni 5 giorni, è
possibile intervenire con successo distruggendo le larve ivi presenti.
Questo è il trattamento necessario per i tombini, caditoie, etc.
Sembra incredibile, ma quasi nessuno nota il tombino, o la grata,
davanti la porta di casa dal quale escono magari decine di migliaia di
zanzare a stagione, spesso occorre mostrarglielo! Quindi guardate con
calma e attenzione.
E' un trattamento efficacissimo. Se non ci sono altri ristagni d'acqua
nelle vicinanze (es. sottovasi, recipienti incustoditi, etc.) il
risultato è
eccellente!
Il trattamento è possibile con larvicidi, ma anche con metodi
"casalinghi".
Per i larvicidi esistono delle compresse o delle gocce liquide, da
inserire mediamente ogni 15 giorni (a meno di piogge persistenti
che dilavino il prodotto). Sono economici, soprattutto
nelle confezioni più grandi (es. 100 compresse) e non pericolosi. Non
sono veleni ma sostanze che agiscono sulle larve di zanzara. Esistono
anche larvicidi biologici che utilizzano un batterio, il Bacillus
Thuringiensis, letale per le
larve e innocuo
per altri insetti, animali e piante.
Prodotti
commerciali a base Bacillus thuringiensis sono : Delfin, Dipel, Rapax e
Wormox (Intrachem), Teknar HP-D, Biolarkim, etc.).
I rimedi casalinghi, che alla lunga costano però di più dei larvicidi,
e possono anche essere dannosi per l'ambiente se mal utilizzati,
possono essere (qui riportati solo per informazione, ma sconsigliati):
-Sapone per piatti: rompe la tensione superficiale del'acqua ed
impedisce alle larve di restare a galla per respirare. Muoiono affogate
nel giro di poche ore. Diluire all'1 % (circa 1/2 bicchierino per
tombino).
-Candeggina: è un veleno letale. Distrugge uova e larve. Dannoso per
altra flora e fauna. Diluire 1,5% (circa 1/2 bicchiere per
tombino).
-Acqua bollente: utilizzare la dose sufficiente a portare la
temperatura del ristagno
ad almeno 50°C, dove le larve muoiono (attenzione ai chiusini in
materiale plastico).
-Olio alimentare: si posa sulla superfice dell'acqua ed impedisce alle
larve di respirare. Muoiono per asfissia. Dosaggio dipendente dalla
superficie e non dalla quantità. Per un tombino 40x40 basta circa 1/2
bicchiere.
-Rame: da evitare! Il rame ha rilevanti effetti letali sulle larve di
zanzara solo in quantità elevate: oltre i 20 grammi per litro
d'acqua, quindi proponibile solo per i sottovasi. In dosi elevate è
velenoso per l'ambiente. Quando si ossida
perde di efficacia e va sostituito. E' quindi quasi inutile.
Larvicidi in compresse. In un chusino
piccolo può bastare 1/2 o 1/4 di compressa.
Lotta
agli adulti
Risanamento
Energetico promuove la prevenzione ben fatta: più
efficace, meno costosa, meno dannosa per ambiente e salute. Da sola
costituisce almeno un 80% dei risultati. A che serve
uccidere gli adulti (e una moltitudine di altri insetti,
magari utili) quando c'è nelle vicinanze un focolaio
riproduttivo
che ne sforna una moltitudine ogni giorno? Una disinfestazione
grossolana, inoltre, potrebbe addirittura uccidere i nemici naturali
delle larve di zanzara, portando nel tempo ad un peggioramento notevole
della situazione.
La lotta può
essere di tipo passivo od attivo.
-In quello passivo possiamo
considerare i repellenti e le
zanzariere. Risanamento Energetico consiglia l'uso delle zanzariere:
efficaci, ecologiche, ed inoltre rendono possibile la ventilazione
nottuna con casa fresca, e se ben isolata rimane fresca anche di
giorno, a costo zero.
I repellenti naturali come aglio, citronella (pianta della famiglia dei
gerani), basilico, etc. hanno un efficacia limitata.
-Quello attivo prevede
"l'eliminazione fisica" del parassita. Oltre
agli insetticidi, esistono delle trappole.
Sconsigliamo quelle a
semplice lampada UV e alta tensione. Poco
efficaci per la zanzara nostrana, sono perfettamente inutili per la
tigre (che essendo attiva soprattutto di giorno non è affatto attratta
dalla luce UV usata da questo tipo di lampade) .
Se proprio volete usare delle
trappole per la tigre, evitate a priori
quelle con lampade UV, e interessatevi a quelle specifiche ad
aspirazione: pur non essendo la soluzione totale, danno dei buoni
risultati.
Per esempio piccole trappole
ad aspirazione usano un attrattivo (emula
l'odore e le sostanze della pelle umana) che attira le zanzare
nelle vicinanze di una ventola dalla quale vengono aspirate,
trattenute, ed in poco tempo disidratate.
Trappole più grandi usano,
oltre agli attrattivi, anche generatori di
anidride carbonica e vapore acqueo, simulando così la respirazione di
un grosso mammifero.
Qualunque sia la trappola
scelta, ricordate che è un coaduviante, e che da
sola fa poco!
Per quanto riguarda i predatori naturali, questi sono più idonei
alla lotta larvicida (es. pesci). Per la lotta agli adulti, si parla
spesso di pipistrelli, che possono essere attirati nei luoghi da
proteggere con l'installazione di "Bat Box", ossia delle "casette per pipistrelli" a loro
adatte e nelle quali questo piccolo mammifero può insediarsi. Purtroppo
è un mito, almeno in parte, da sfatare.
Nel caso delle zanzare la loro utilità è comunque limitata, come
dimostrato anche da alcuni test. Inotre per quanto riguarda la zanzara
tigre, basta pensare che il pipistrello è un animale notturno, mentre
la zanzare tigre è attiva soprattutto di giorno. A voi le conclusioni.
L'installazione di una o più "Bat-Box" è comunque una buona idea, sia
perchè il pipistrello ha comunque un suo ruolo nella lotta agli
insetti, sia perché essendo esso un animale a rischio di estinzione,
questa iniziativa ha una sua valenza ecologica.
La "Bat Box" può essere acquistata già fatta oppure auto costruita:
basta assemblare una scatola, con una forma approssimativamente come
quella della foto qui sotto, con una stretta fessura di entrata
(rivolta verso il basso) alta 2,5-3 cm e con dimensioni di 20-30 cm di
larghezza e 30-40 cm di altezza.

Una casetta per pipistrelli (Bat Box) montata sotto ad un balcone
Se fosse proprio necessario
si potrà anche eseguire una
disinfestazione, anche essa da interpretare comunque come un
coaduviante, da soli con pompa a spruzzo, o tramite
professionisti seri e preparati (non sono tutti uguali). Se seguirete
queste metodologie,
sarà necessaria
una
disinfestazione più blanda, meno frequente, e con risultati
migliori.
Le trappole
per adulti in dettaglio.
Esistono, come dicevamo, vari tipi di
trappole. Quasi sempre la pubblicità le raffigura come la soluzione
definitiva per le zanzare, con foto ritraenti famigliole felici e
serene all'aria aperta... Ma non è
cosi. La trappola da sola fa poco, anche se può essere un valido aiuto.
Certo che se i vicini sporcaccioni
allevano larve a casa loro, le zanzare che catturerete saranno quelle
che provengono da li...
Alcune trappole integrano l'emissione di anidride carbonica (CO2),
altre no. Nei modelli
sprovvisti, si può integrare comprando delle bombole con riduttore,
abbastanza costoso e scomodo. Oppure con un metodo "fai da te",
che consiste nel mettere in una tanica (mediamente 5-10 litri)
acqua, zucchero (150 gr x litro) e lievito di birra (5 gr. x litro), e
collegarla poi con un tubicino inserito in un foro nel tappo,
al'ingresso della stessa. La fermentazione del lievito produrrà CO2 in
piccola quantità (circa 1/5 o 1/10 di quella prodotta dalle grandi
trappole)
per 7-10 giorni, incrementando le catture degli insetti ematofagi. Un
esempio di questa implementazione è visibile nella foto della trappola fotocatalitica qui sotto.
La classica lampada ad UV (ultravioletti) con retina ad alta tensione
non verrà presa in considerazione. Serve un poco solo per la zanzara
nostrana, e fa più che altro strage di altri insetti notturni.
Le trappole che iniziano ad essere efficaci sono quelle ad aspirazione.
Trappola fotocatalitica:
Uno dei modelli più diffusi è la trappola di tipo fotocatalitico. La
luce ulravioletta che contiene, colpendo una superfice interna
rivestita di biossido di titanio, genera CO2 (anidride carbonica) e
vapore acqueo, che fungono da attrattivo. Peccato che le quantità
prodotte siano molto basse. Esistono anche delle bustine di
attrattivi a base di acido lattico e di altre sostanze normalmente
presenti sulla pelle umana che, appese fuori o
dentro la trappola, ne aumentano l'efficacia. Integrando la trappola
con
CO2 da altre fonti si aumenta uleriormente la sua efficacia. Le lampade
ad UV
dovrebbero, in teoria, essere sostituite ogni anno per mantenere la
trappola bene efficiente.
Questa tipologia di trappola è abbastanza efficace per la zanzara
comune, ma lo è poco per la tigre. Dichiara una copertura di
100mq.

Un tipo di trappola fotocatalitica. (La tanica che si vede sotto è per
la CO2)
Trappola specifica per la tigre:
Una delle trappole a costo relativamente contenuto specifiche per la
tigre è la
"Mosquitaire", che si vede nella foto sotto. Tale trappola fa leva sul
richiamo visivo (la sua particolare forma) e su quello olfattivo (la
presenza al suo interno di un tampone, della durata di 2 mesi circa,
che
contiene un mix di sostanze attrattive specifiche per la zanzara
tigre).
Non prevede l'emissione di CO2, ma ci sono diversi modi per
integrarcela, come ad esempio quelli sopra citati, aumentandone così
l'efficacia, anche verso la zanzara
comune. Dichiara una copertura di 200mq.
Trappola specifica per la zanzara tigre.
Trappole per grandi estensioni:
Prevedono sempre l'utilizzo di anidride carbonica, oltre ad attrattivi
di tipo odoroso. La CO2 viene ottenuta dalla combustione di propano o
GPL, che genera anche vapore acqueo, oppure da bombola dedicata di CO2
(un po più complessa e costosa per la ricarica).
L'elevata mole di attrattivo generato fa si che richiami le zanzare da
una distanza più grande rispetto a quelle delle sorelle minori. A
seconda dei modelli, si dichiara una superfice coperta fino a 6000 mq
(poco realistico, soprattutto in caso di vento). Va da se che il costo
di gestione è piu alto in
questa tipologia. Mediamente il consumo di GPL è intorno ai 0,5 Kg al
giorno, al quale bisogna aggiungere il costo delle cartucce di
attrattivo.

Trappola per grandi superfici con
generazione di CO2
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